BUSINESS: METTI IL TURBO!

 Sai qual è una delle cose che maggiormente fa incavolare le persone?

Prendere decisioni sbagliate o non prenderle velocemente per
mancanza di fiducia nelle proprie capacità di decidere.

Sto parlando dell’area business. Se ti dai dei criteri da rispettare, sul prendere decisioni importanti o
strategiche, se segui un processo formale,  alla fine saprai se hai preso la decisione giusta o sbagliata in base ai risultati.
Dunque, potrai modificare il processo per migliorarlo. Questo ti porterà a prendere decisioni sempre migliori.

Sto parlando di criteri, sempre gli stessi, da adottare sistematicamente.
In questo modo sarà tutto più semplice.

 

Io credo molto nella semplicità, come i miei 3 colleghi:

Einstein ha detto che “gli Elementi sono semplici e le questioni
dovrebbero essere il più possibile ridotte a quella semplicità”

Leonardo Da Vinci ha detto che “la Semplicità è l’ultima sofisticazione

Newton ha detto che “la Natura è estremamente semplice e armoniosa con se stessa

 

Ecco come ho sintetizzato in 0/9  domande i criteri delle persone di successo:


0) Fa leva sui tuoi punti di forza o è qualcosa di cui ancora non sei pratico?
Quello di cui abbiamo bisogno è sfruttare il più possibile i nostri talenti, passioni,
attitudini, su cui fare leva per ottenere più risultati con meno sforzo.
Tutte le persone di successo che conosco fanno questo, individuano il punto di leva.

1) Ti piace farlo oppure no?
Questo non significa fare solo ciò che ci piace, ma bisogna valutarlo.

2) Fa leva su risorse già presenti o richiede nuove risorse?

3) E’ veloce da applicare o no?

4) E’ facile o difficile da realizzare?

5) E’ ripetibile o è solo per una volta?
Una delle domande che mi faccio più spesso.Cerca la “sistematizzazione” e l’ “automazione”.

6) I risultati sono certi o incerti?

7) E’ in sinergia con altri sforzi che stai facendo o è una distrazione rispetto ad essi?
Non sottovalutare questa domanda.

8) Attiene ai miei obiettivi o no?
E neanche questa.

9) Quanto costa farlo? Sono disposto a pagarne il prezzo?
Uno dei criteri più significativi.


Chi segue questi criteri nel prendere decisioni, nel tempo, propria intuizione più forte, accurata, rapida, precisa. 

Alla prossima decisione importante, rispondi a queste domande ed avrai la risposta sul da farsi.

A proposito di strategie, quando ho realizzato “NEL FOSSATO” ho usato proprio questo schema per decidere.

Ed è diventato il sistema più completo esistente per aiutare le persone a raggiungere gli obiettivi mai portati a termine.

Stesso dicasi quando abbiamo superato la Customer Satisfaction con la “Customer Excellence”.

 

Osservando la propria esperienza con questi criteri, si diventa i propri insegnanti.
Nessuno può insegnarci meglio dei nostri errori.
Fermiamoci a pensare, più spesso.

Come sempre, se hai trovato di VALORE queste intuizioni, 

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ti ringrazio col cuore.

Max

 


Max Formisano, fondatore della Max formisano Training, Presidente di One Minute Club e creatore della collana di libri 'Se Solo Potessi'

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36 Commenti a “BUSINESS: METTI IL TURBO!”

  • Ciao Max!
    Non ti ricordi di me ma ci siam già conosciuti in passato. Stimo molto i tuoi lavori e trovo anche quest’articolo molto interessante. Alla fine i risultati non accadono ma partono dentro di noi. E, come dice il mitico Tony, “il nostro futuro è dettato dalle decisioni che abbiamo preso”. Detto ciò creto che le 9 domande sintetiche che hai scritto nell’articolo siano utilissime proprio per questo, per rendere cioè ogni decisione profiqua e selezionata. Nulla al caso!
    A presto,
    Stefano

  • Devo dire che queste 9 domande delle persone di successo sono di una grandissima utilità.

    Max ho ancora in quadernino con gli appunti presi durante i tuoi corsi e devo dire che ogni volta che li leggo mi ricordo in quale direzione devo andare e cosa devo fare…

    Un abbraccio

  • Iv.:

    …stampate le domande, ogni tanto me le guardo 😉
    Grazie! 🙂

    Iv.

  • Sabrina:

    Ti ringrazio max, perchè con queste domande riesco a capire se il corso per anziani che sto facendo è una cosa che va bene o no per me, cerco si capire se mi piace farlo oppure no, se è in sinergia con i mei obbiettivi, e altro ancora, mi hai dato delle intuizioni e spero di trovare la risposta definitiva per sapere se continuare il corso oppure no, anche perchè lo devo pagare e poi fare quel lavoro, devo capire se va bene, per imparare un mestiere va bene, ma devo capire se mi dà benefeci oppure sono più le difficoltà per questo lavoro, grazie molto comunque.

    • Contento che ti siano utili, e lo saranno ancora di più prima di prendere una decisione e per prendere decisioni strategiche eccezionali,
      buon lavoro
      max

  • rosella:

    Ringraziandoti ancora per lo spunto di riflessione, stasera voglio ricordare in proposito alcune riflessioni che ho scritto mentre mi interrogavo quest’estate proprio sullo “scotto da pagare”..la domanda 9. Salto la lunga premessa:).”Quando davvero vogliamo intensamente qualcosa, qual e’ lo scotto che siamo DAVVERO disposti a pagare? Ho la sensazione che spesso non sia sufficientemente alto. Siamo un po’ “stitici”, restii all’idea di sopportare, di pagare dazio per un obiettivo. Cio’ potrebbe essere ascrivibile a varie ragioni. Ad esempio la mancanza di abitudine ad uscire dalla zona di comfort, dunque nuovamente e’ solo questione di allenarsi, o la mancanza di chiarezza circa l’obiettivo che, per come ‘e formulato, ancora non ci convince, non lo sentiamo ancora veramente nostro, dunque meglio tornare indietro nel riformularlo meglio. Posto, invece, che l’obiettivo sia in linea con noi stessi, ben circoscritto e formulato, e ‘SINTONIZZATO” col nostro IO, occorrera’ stabilire i passi per raggiungerlo, non senza prescindere dal domandarsi CHE COSA siamo VERAMENTE disposti a fare per perseguirlo e conseguirlo. E’ una domanda molto concreta ed esige, ai fini della raggiungibilita’ dell’obiettivo, una RISPOSTA ONESTA. Eh si’, perche’ lo scotto da pagare un po’ inquieta, mette a disagio, e capita che ci diamo risposte non veritiere, tendiamo a sorvolare e minimizzare. Specie quando si tratta di cambiamenti importanti. Oppure esageriamo “esasperando il prezzo”,spesso rinunciando a priori, trovando scuse e giustificazioni. Io credo che un piccolo segreto stia nell’osservare in che termini abbiamo formulato lo scotto da pagare: spesso ci accorgeremo che noi lo qualifichiamo negativamente, in termini di perdita, di rischio. Siamo sull’onda della mente razionale. Di fatto si trattera’ pure di un dover sacrificare cose, tempo etc…ma io propongo di fare un piccolo esercizio, uno sforzo in piu’ e di girarlo in positivo, vale a dire in termini di potenziale guadagno, METTENDO PER ISCRITTO L’UTILITA’ che potremmo trarre ad esempio dal modificare un’abitudine, dal praticare una rinuncia a favore di cio’ che ci sta a cuore realizzare. Fermarsi a porsi la domanda circa cosa siamo EFFETTIVAMENTE e CONCRETAMENTE disposti a sacrificare in favore di uno scopo e’ una domanda molto potente e potenziante: la risposta non e’ solo significativa, credo si tratti, con grande probabilita’ di cio’ da cui dipende l’intera realizzabilita’ del castello che abbiamo con tanta cura formulato. Nella risposta scorgeremo se abbiamo sufficiente DETERMINAZIONE E MOTIVAZIONE. Scopriremo se teniamo davvero all’obiettivo, se esso va meglio formulato o circoscritto perche’ cosi’ com’e’ gli “manca qualcosa”, quel quid che accende in noi la voglia, il piacere della sfida, il percepire l’ebbrezza della salita. E’ possibile che rispondere alla domanda sullo scotto da pagare apra anche un nuovo punto di vista sullo scopo che ci prefiggiamo e ci renda ancor piu’ ferrei e centrati nel vibrare della volonta’ del raggiungimento, cosi’ come piu’ flessibili perche’ pronti ad innescare piani alternativi di realizzazione. D’improvviso capita di scorgere per intero la via maestra, ed al contempo si e’ pronti ad accogliere sia strade impervie che potrebbero palesarsi lungo il cammino, sia sentieri piacevoli che potrebbero sorprenderci cammin facendo. L’importante e’ godersi comunque il panorama, qualunque sia il grado di difficolta’. E come un mantra ripeto a me stessa e condivido sempre volentieri il motto di quell’anonimo, che forse non sono altro che io in una vita precedente:), che dice che “non ci sono scorciatoie per i luoghi dove vale la pena andare”..Quando lo facciamo nostro, lo interiorizziamo, solo allora saremo disposti a pagare il cosiddetto scotto, veleggiando verso noi stessi ed i nostri obiettivi”.
    Grazie ancora per le domande che proponi.
    Ross

  • Romuald:

    Come sempre domande semplici ma di una potenza e COERENZA imprescindibili per poter raggiungere i propri obiettivi. Thank you very much ; )

  • Sabrina:

    Vero tutto quello che hai detto Ross, e ti ringrazio, ciao.

  • grazie per ricordarmi sempre che aprire troppi fossati non porta da nessuna parte…..il focus sempre ben centrato guardando all’obbiettivo principe
    ricordare le proprie abilità, e crederci.
    continuare nella crescita, studiare .
    il potere delle idee controintuitive…spunto prezioso, ottima Leva!

  • Fabrizio:

    Grazie per le 9 domande che credo ipotizzino una riflessione personale come risposta a se stessi. Credo che il termine “semplicità” sia la cosa più importante come esattamente il termine “complicazione”: è una medaglia a 2 facciate, come sempre, però 1 sola, ma credo, appunto, che valga più la facciata semplice. Einstein credo che abbia rilevato gli elementi di un nucleo chimico formando poi, non per Lui, un criterio atomico, ma solo dopo essere stato bocciato in matematica, Leonardo credo che oggi l’invenzione della caramella all’aglio per il carnevale sia più importante, non storicamente, ovviamente, Isacco Newton credo che le batterie, se non ricordo male, oggi funzionino soprattutto come ricaricabili, non c’è più la batteria: c’è solo il ricaricatore, ma forse parlo, da ignorante, di qualcun altro. Mi piace però che ci sia qualcuno che mi comunichi che semplicità e cercare cose semplici come doti da riferire sia rilevante. Per questo ti ringrazio, solitamente nell’odierno si parla, si cerca e si tende ad osservare piuttosto se c’è qualcosa nell’aria di molto complicato, tipo gli sgar…bati va…! Preferirei ricordare per appunto Ghandi che si faceva i vestiti da solo senza essere sarto e ricordare te che certamente, altrimenti non ti leggerei, che parli di semplicità, appunto, non sei stato come i miei prof. di ragioneria, per cui volevo sempre passare al classico, ma c’è sempre il complicatone in agguato che blocca, allora, che ti rispondevano prezzo da pagare pure quando, contabilità appunto, chiedevi di andare al bagno della scuola. Apprezzo molto pure, appunto, la semplicità anche per i termini che usi per comunicare nel tentativo di aiutare. Ciao! Fabrizio

  • Fabrizio:

    Forse hai ragione! Ciao!

  • elena cuppini:

    devo dire che sei un esempio di successo, non so come sei arrivato alla mia mail ma goccia dopo goccia alla fine, non so come, sono finita sul tuo blog…
    …quando l’allievo è pronto il maestro appare…???

    • Grazie Elena,
      non lo so neanche io, abbiamo sistemi di “tell a friend” disseminati sul web più varie campagne su Google, quindi in qualche modo siamo entrati in contatto, per fortuna reciproca.
      Buona giornata:-)

  • Antonio Lo Coco:

    Grazie!! queste 10 domande sono uno strumento assai utile, lo aggiungo subito nella mia cassetta degli attrezzi per la crescita.

    visto che sei un amante degli acronimi che ne dici di questo?

    M.aestro
    A.llenatore
    X.traordinario

    Grazie ancora Max.

  • per chi non ha capito quali leve bisogna muovere, per analizzare sino in fondo le proprie conoscenze, per uscire dal fossato dove ognuno di noi nella vita è caduto (avvolte più di uno)
    con questi nove suggerimenti potresti cominciare a fare veramente quello che vuoi nella vita, è più semplice di quello che tu credi…..
    Grazie Max

  • Io sono un bradipo nelle decisioni, anche se non in tutte. Ma non è vero che mi incavolo per questo. Mi incavolo molto di più ad esempio quando nella tranquilla città in cui vivo (Milano) vedo i furgoncini parcheggiati sul marciapiede, a prova di passaggio di vecchietta, passeggino o sedia a rotelle 🙂 :).
    Battute a parte, è molto convincente questo decalogo, molto “umanistico”. Io devo considerare con cautela il punto 0): facendo leva sui miei punti forza, cambio spesso nella mia vita, ma stringi stringi rischio di occuparmi poi sempre delle stesse attività. Forse forse che sia venuta l’ora di mettere in gioco i miei punti di debolezza?

    • Chissà Ilaria..io nel tempo mi son fatto la credenza che sia il caso di lavorare sui propri punti di debolezza solo se riguardano cose basilari, la cui mancanza o incompetenza può creare problemi reali..altrimenti, chissenefrega e viva i punti di forza! E abbasso i parcheggi selvaggi!

  • Roberto:

    Ciò che ho avuto particolarmente modo di apprezzare del tuo lavoro è proprio la condivisione “gratuita” di proposte nuove ed innovative e nel panorama italiano della formazione rappresenta una quasi unicità.
    Si è ormai stufi della pletora di presunti numeri 1 di questo o di quello che non fanno altro che proporre argomenti e suggerimenti triti e ritriti e per cui ti esprimo la mia gratitudine anche per questo.
    P.S. Efficaci le 9 domandone

    • Roberto pur non conoscendoti mi stai proprio simpatico:-)
      E in effetti realizzando questo blog io ho sempre in mente sia i “novizi” che i “master” della crescita personale e professionale e ho promesso pubblicamente, mi pare nel primo post, di non affrontare MAI uno dei soliti argomenti triti e ritriti che manco io voglio più ascoltare ma di proporre solo ciò che può essere utile, applicabile e innovativo.
      Grazie, il tuo feedback mi è stato molto utile!

  • Gaetamp:

    Ciao Max,

    ottima strategia, … ancor più semplice…
    “Un grande problema è fatto da tanti problemini…quindi tante soluzioni semplici per problemi grandi”…
    Non conosco l’autore di questa citazione…ma aggiungo che i problemi non esistono…soprattutto nel business…se applichi la “SEMPLICITA'”.
    Concludo condividendo il tuo pensiero…
    …P.S.: mi è appena arrivato il tuo libro…EVVAI

  • Beh Max queste nove domande per me sono fondamentali, abituato come sono al multitasking, da buon consulente informatico. Questo è anche uno dei miei limiti che sto cercando di superare. Sicuramente me le metterò in bella vista per ricordarmele.

    Grazie mille Max

    Marco Ferraro

  • valentina foà:

    Max ciao sono Valentina, quella che ha fatto troppe domande al corso di coaching in azione 16/18 settembre a roma (scrivo tutto perché, se sei come me, i nomi già te li sei scordati tutti). Ti ringrazio moltissimo per questo corso e MI ringrazio moltissimo per essermelo regalato.
    Un corso che cambia il corso della mia vita.
    Per commentare le tue domande: a livello conscio le ho già fatte mie ma devo lavorare molto per farle entrare a far parte del processo decisionale inconscio. Ti posso dire però che aspettavo da tutta la vita qualcuno che mi confermasse, che desse dignità al fatto che qualunque cosa viene bene se è coerente con i propri punti di forza. Penso alla ricerca di lavoro: mentre pensano di esaminare me e le mie attitudini a svolgere un determinato lavoro io esamino i miei potenziali datori di lavoro, cercando di accertarmi che corrispondano alle mie aspettative, se dovrò sopportarli o mi divertirò a condividere con loro un percorso lavorativo. Non potrei mai lavorare con persone che non mi piacciono.
    Posso chiederti un favore che non c’entra niente? Cerco la Fiorenza che mi ha fatto dare spettacolo al corso: – Fiorenza, dopo avermi massacrata e rimessa al mondo, ti va di risentirmi?-

    • si si sono come te..i nomi (effetto Zeigarnik) svaniscono dal giorno seguente al corso!
      Ciao Vale…ma ti te mi ricordavo:-)!!
      grazie ottimo commento…e…
      Cercala su FB Fiorenza Angiolella…

  • CINZIA:

    Come sempre pochi punti per realizzare grandi cose. Grazie

  • Ciao Max,

    …E già un pò di tempo che leggo le tue mail e devo dire che mi piaciono molto proprio perchè sono chiare e SEMPLICI da capire anche per chi come me non è italiano, le giro volentieri anche ad un paio di amici. Che dire…le domande sono fantastiche e personalmente credo siano opportune anche fuori dal “business” proprio per una crescita personale…da quando le lego devo dire che ci son stati dei miglioramenti.
    – Secondo me le persone si incavolano perchè non avendo appunto fiduccia in sè stesse hanno PAURA e questo è un DETERRENTE molto POTENTE. Personalmente come rituale focalizzo ogni giorno i miei obiettivi e devo dire che FUNZIONA, certo nulla è facile, però mi piace molto ripetermi questa frase sentita in un film per ragazzi LA VITA E’ UNA SCALATA MA LA VISTA E’ GRANDIOSA.

    Condivido pienamente quello che Rosella a scritto,

    GRAZIE

  • Ciao Max,

    belle quelle domandine esame per capire se vale la pena o meno prendere quella decisione.

    Un’altra cosa che fa incavolare le persone, ma lentamente è il rimpianto di non aver agito.

    Saluti
    Cosimo

  • Sto scandagliando il tuo libro(letto e studiato da 1 anno a questa parte e tutte le volte che ne sento la necessità) e il tuo “NEL FOSSATO”. Utilissimi entrambi…

    Sto seguendo alcune tue metodologie che sono vicine al mio modello(i blocchi su cui scrivo a fiumi, leggere e scrivere la mattina presto etc.).

    E mi trovo a farmi una domanda a cui un libro non può darmi un commento, ma tu sì. Ecco il dilemma…

    Sto valutando nuove opportunità professionali come direttore vendite e le domande sono:

    1) individuare delle opportunità che mi piacciono a metà e che diano risultati economici a breve T.?;

    2)Individuare collaborazioni in linea con la mia mission, i miei valori, le mie passioni e che mi aiuta ad andare verso i miei obiettivi e con risultati economici che possono tardare qualche mese?

    La mia risposta intima e che mi fa battere il cuore è quest’ultima. Ma che di fatto fa “a botte” con la razionalità e con l’ ambiente(la mia compagna e la necessità corrente di avere un’ entrata).

    Come conciliare le due cose?

    Max a te la parola…

    Un abbraccio!
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