CUSTOMER SATISFACTION? UN CORNO!

 

 Sai quei clienti che non vorresti avere MAI incontrato?

Altro che Customer Satisfaction!

 

Le spine nel fianco di ogni libero professionista o imprenditore che sia.

O meglio i “PITA” , per dirla all’americana: “pain in the ass” (laddove “ass” non è proprio il fianco ma è più in basso…).

 

Parlare con un “pita” è bello come ricevere “uno spillo nell’occhio“, poichè sono empatici come “un dito nel fianco” e piacevoli come “un cactus tra le mani”.

Insomma: sono quei clienti che non avremmo mai voluto avere.

 

Il mio suggerimento: liberatene e in fretta.

 

Lavoro nella formazione da 15 anni e dal 2003 con la Max Formisano Training,

non ne ho incontrati molti, ma quando li incontro…li riconosco subito:-)

Io li distinguo in 2 macro categorie: etici e non etici.

 

– I primi sono “solo” puntigliosi, dettagliati, incontentabili, imprevedibili, pesanti, irragionevoli.

 

– I secondi peggio: provano a giocare al ribasso sui soldi, per iscriversi a un corso

parlano prima con una persona poi con un’altra sperando di avere un trattamento migliore,

fanno finta di non capire determinate cose, insistono su altre. Insomma: i furbetti del quartiere.

Questi li aborro, siamo addestrati a riconoscerli e sono più numerosi dei primi: il mio “mandato

interno è: no grazie, mandateli da qualcun altro!

 

C’è un limite a tutto e nessuno dovrebbe farsi condizionare nel business

da quel singolo cliente che non sarà mai soddisfatto “a prescindere”

o che proverà sempre a fare il furbetto.

 

 Una volta mi è capitato di dire a un cliente qualcosa tipo:

non credo che i nostri valori coincidano affatto con i tuoi, per favore cerca un altro posto per formarti”.

Chissà se ha capito la lezione o semplicemente è andato a fare danni altrove, non l’ho più visto.

 

Così come l’anno corso ero alla firma di un contratto per formazione aziendale, parliamo di circa 30mila euro, ma qualcosa non mi aveva convinto in quel titolare di un’azienda nel viterbese: tattiche di negoziazione che non approvo (e sopratutto che riconosco!), lamentele sull’investimento economico, informazione superdettagliata di quello che io e i miei trainers avremmo fatto in aula…e anche alla firma del contratto tirò fuori dal cilindro qualcos’altro, giusto per portare ancora l’acqua al suo mulino.

A quel punto penso: “se questo è l’inizio, non possiamo che peggiorare“.

E non è stata l’unica volta in cui mi sono rifiutato di accettare un’azienda come cliente: mi sono sentito subito leggero, il mio inconscio sapeva che stavo per cedere a qualcosa che non era nelle mie corde.

 

Insomma: no a quelli che hanno un “sole nero” dentro.

 

CUSTOMER EXCELLENCE

Attenzione, questa mia “durezza” è solo apparente e vale per casi estremi. Per intenderci, noi siamo:

 

– quelli delle seconde possibilità che non si negano a nessuno;

 

– quelli a cui rivolgersi quando proprio ti scappa di partecipare a un corso ma

il momento economico non te lo permette (le soluzioni sono il nostro mestiere);

 

– quelli che si sono “inventati” la Customer Excellence e la teoria che non basta più

soddisfare le aspettative del cliente (Customer Satisfaction) ma bisogna superarle

(e chi frequenta i nostri corsi sa cosa intendo, non parlo solo di efficacia della

formazione ma di corsi di beneficenza, libri in regalo, “tutti a cena pago io” e

dell’informalità con cui riusciamo a risolvere qualsiasi richiesta ci venga posta).

L’ultima che ci siamo inventati è davvero il top, forse già conosci la speciale:

 

GARANZIA

“GIUBBOTTO ANTIPROIETTILI”

SODDISFATTO O RIMBORSATO AL 100%

 

Poiché il nostro obiettivo è la soddisfazione totale del partecipante, siamo gli unici sul mercato italiano, nel nostro settore,  a offrire la speciale garanzia “Giubbotto Antiproiettile – Soddisfatto o Rimborsato al 100%”. Nel contratto diciamo:

 

“Partecipa al corso e se alla fine dei tre giorni non sarai soddisfatto, 

ti verrà rimborsata l’intera somma

 

Non è ancora accaduto che qualcuno abbia chiesto il rimborso, ma se accadrà, non vorremo alcuna spiegazione nè faremo alcuna domanda: basta richiederlo e la somma sarà rimborsata entro la settimana successiva al corso.

Una figata no?

Ora il rischio della “fregatura” non è più a carico del partecipante che, non conoscendoci, non sa cosa aspettarsi (a volte ci dicono “credevo foste una setta” che ridere!). Ora i rischio è tutto nostro, lo ritengo più giusto, forse anche più etico, non so (il mio pensiero si evolve anche mentre scrivo questo stesso post!).

 

Però so una cosa: solo chi è certo dell’eccellenza dei propri servizi può fare al proprio pubblico questa proposta indecente!

E scusa la botta di immodestia:-)

 

——————————–

Se ne hai avute, raccontami esperienze coi tuoi PITA o dimmi che ne pensi di quello che ho scritto.

AH…e consiglia su facebook!

Grazie col sole 🙂

max


Max Formisano, fondatore della Max formisano Training, Presidente di One Minute Club e creatore della collana di libri 'Se Solo Potessi'

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28 Commenti a “CUSTOMER SATISFACTION? UN CORNO!”

  • Lilia:

    Oh, e diciamo come stanno le cose!
    Lo dico da fautrice (nonché co-autrice) della Customer Excellence: meglio evitare i PITA, anche perché ti tolgono l’energia, lo spirito e il sorriso che sono invece fondamentali per essere excellence con tutti gli altri clienti (o prospect).

  • Bravo Max, se solo avessi 10 anni di meno parteciperei a tutti i tuoi Raduni!!
    Sono a fine carriera e forse chiuderò l’agenzia il prossimo 2012…ho 73 anni e” per non andare ad ingrossare le fila dei giocatori di Birilli ” ho continuato l’attività per impegnare la testa – il tempo – e mettere in gioco la mia esperienza nel settore.
    Complimenti e non tirarne troppi fuori dalla FOSSA…perchè ci renderesti la vita più difficile…è sempre più difficile mantenere le posizioni anche su Clienti Storici.
    Una stretta di mano e auguri sempre!
    Giulio Bianchi Genova – Agenzia dal 1973 di Sapsa Bedding & Sealy Co. – ( ex Pirelli Sapsa )

    • ahah grazie Giulio…il tuo commento mi ha divertito parecchio:-)
      Ps dai vienici a trovare..che adesso inizia l’età in cui puoi spassartela:-)!!!

  • Giorgio:

    A me è capitato un datore di lavoro “PITA”, nel senso che la mia scala dei valori e la sua sono totalmente distanti, o come dice un mio caro amico a chi non gli va a genio: “Viaggiamo paralleli, non ci incontreremo mai”. Siamo in un periodo di crisi, e un azienda che ti offre lavoro è sempre più rara. Come mi consigli di comportarmi in una situazione estrema come questa? Anche se tu parli di clienti, e non di datori di lavoro, in questo post, alla fine siamo lì. I clienti che vogliono fare formazione con te ti danno di che vivere, nel mio caso questo datore di lavoro “PITA”. Che fare?

    • 1) Assicurarsi che le sue responsabilità siano maggiori delle tue!
      2)Metacomunicare la sua stronzaggine in maniera elegante (tipo “viaggiamo paralleli”) e far capire le ripercussioni del suo comportamento sul lavoro tuo e altrui (sempre se non ti caccia perchè glielo dici)
      3) aspettare di vedere cambiamenti
      4) Niente cambiamenti? Assestment personale: cosa so fare, cosa amo fare, cosa c’è in giro per me
      5) Passare all’azione e cercare attivamente nella propria rete di contatti un’opportunità (il cv è il mezzo meno efficace..cmq da usare)
      6) Se tutto funziona…staccare assegno per me:-) ….!!!

      in bocca al lupo:-)

  • argia:

    …. Io li distinguo in 2 macro categorie: etici e non etici
    I primi sono “solo” puntigliosi, dettagliati, incontentabili, imprevedibili, pesanti, irragionevoli ….

    … Va bene per la seconda categoria però perchè mortificare ingiustamente l’etica così ??? Un cactus tra le mani?! … Questa è l’immagine più divertente e colorita che abbia mai ascoltato ma anche la più lontana e ingiusta per descrivere l’etica e le persone che amano anche questa dimensione umana; in particolare, io la ritengo imprescindibile per definire lo spessore di qualcuno.
    “Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me”, quel irraggiungibile Emmanuel Kant forse dettagliato fu ma certo, non pesante, basta leggere la testimonianza di un suo allievo per capire, imprevedibile o irragionevole?!? Il suo “sapere aude” non tace proprio, anzi, risuona oggi più che mai!
    E che dire del bellissimo libro della Monticelli “l’etica del sentire”?!?
    dici: no a quelli che hanno un “sole nero” dentro, e va bene, ma cosa c’entra l’etica?!? Le personalità etiche non parteciperanno ai bunga bunga (Kant se li è persi!) ma sanno divertirsi comunque, chi ha “il sole nero” dentro saranno: malati cronici (in senso lato), capricciosi acuti, vuoti a perdere, marasmi di spossatezza, disperazioni ambulanti, zombi decadenti, amputati cardiaci, svenduti impenitenti…, credo di conoscere bene ciò che etico non è ma amando l’etica di Kant e della Monticelli non spegni il sole, anzi, sono certa, vivremmo in un mondo più gioiso se l’etica fosse più conosciuta e praticata, perciò, perdona l’abusivismo – il blog è tuo – però la prima macrocategoria sarebbe meglio definirla “degli stronzi” o dei “perdenti a lato”, come dici, per “quel singolo cliente che non sarà mai soddisfatto “a prescindere”: non sprechi il tuo talento ma l’etica qui, non c’entra, soprattutto come strumento di catalogazione.

    Con rispetto, Argia

  • Lidia:

    Ti ringrazio moltissimo per aver pubblicato questo post, mi sento meno sola e meno folle ! 🙂 ho lasciato il certo per l’incerto, ho rifiutato lavori e collaborazioni, mi sono dimessa dalla segreteria regionale di un importante società italiana di divulgazione culturale, perché i “Pita” sono molto diffusi, credo che siano persone spente interiormente alle quali manca il “fuoco sacro” per questo, come dice Lilia , tolgono energia e ottundono lo spirito. La furbizia non è affatto sinonimo d’ intelligenza ( emotiva). Seppur sono certa che l’inconscio non si sbaglia a farci fare certe scelte, scelte che di fatti si fanno di pancia … talvolta mi sento folle poi mi dico
    Beh ! nella vita ci vuole “ coraggio” (dal latino cor, cordis cuore; habere avere) ci vuole cuore.
    E tu ne hai messo uno molto bello per raffigurare la Formazione.

  • Tiberiu S.:

    Quando si chiarisce la propria posizione si sa meglio cosa aspettarsi dall’altro (e cosa non aspettarsi!).
    Se si fa bene il focus si vede chi è sulla stessa lunghezza d’onda e chi no. E come dice il proverbio:
    Patti chiari, amicizie lunghe!
    Tanti saluti!
    Tiberiu

  • Si Max. E’ vero alcune volte si incontrano clienti più “esigenti” e “puntigliosi”. Sono sempre frutto di tanta crescita. Se le loro richieste sono spunti per migliorare, credo siano comunque ottimi clienti, se invece le loro richieste sono “irragionevoli” e poco rispettose della professionalità è bene tagliare corto, anche se c’è sempre da imparare.

    Il tuo giubotto (o anche “giumbotto”, come qualcuno diceva)?

    E’ difficile che qualcuno chieda il rimborso dei tuoi corsi, sono davvero belli. E’ bellissima l’atmosfera che si crea, molto amichevole, sincera, profonda oltre i grandi e preziosi contenuti che si trasferiscono.

    Su una cosa non sono daccordo o forse non ho compreso bene. Secondo me “tagliare corto” con un cliente non desiderato non si tratta di mancanza di Customer Sadisfaction, anzi.

    Proprio nel rispetto del cliente, evitare di lavorare per lui quando non si riesce a dare il meglio di sè significa anche evitare che lui non abbia il meglio.

    Non so se mi sono capito? :-DD

    • Lilia:

      Ruggero, ti sei capito, ti sei capito 😉

      Effettivamente il tuo è uno spunto interessante: customer satisfaction o meglio ancora customer excellence è anche saper dire di no a coloro ai quali non sapremmo dare il nostro meglio o a coloro ai quali il nostro servizio/prodotto non è indicato.

      Non sempre si vede questo lato dell’etica professionale ed è bello che tu lo abbia portato all’attenzione di tutti.
      Grazie!

  • Frequento i corsi della Max Formisano da diversi anni e ho sempre pensato che per quanto riguarda i partecipanti ci fosse una selezione naturale, una sorta di legge dell’attrazione applicata dove i corsisti si ritrovano da Max attratti fra di loro da caratteristiche ben definite: costruttivi, pronti a mettersi in gioco, sorridenti e pronti alla battuta, persone che ti salutano con un sorriso e più  spesso anche con un abbraccio, persone con cui si fa gruppo volentieri e si rimane in contatto nel tempo per continuare a confrontarsi anche dopo che i corsi sono finiti.
    Alcuni diventano amici.
    Insomma persone speciali che sono ancora troppo poche per emergere fra chi incontriamo quotidianamente, ma che quando ne incontriamo una la teniamo ben stretta!
    Invece, scopro che i Pita, si avvicinano anche alla Max Formisano!
    Quelli appartenenti al primo gruppo, secondo me rimangono tali solo per poco: ai corsi di Max voler fare i primi della classe con una modalità non costruttiva si rischia di trovarsi in balia del peggior o ( miglior?!) Max in versione impenitente, dove non si  lascia sfuggire occasione  per coinvolgerli in divertenti dinamiche affinché  cambino spontaneamente registro: divertendosi si apprende di più, che creando opposizione.
    Gli altri Pita che vedo sono quelle persone che dopo qualche secondo dallo  scoccare  dell’orario d’inizio del corso se tutti non sono sull’attenti ad iniziare il corso, cominciano  a guardare l’orologio impazienti, a sbuffare e a chiedere allo staff a che ora si inizia, fingendo di non accorgersi che quei minuti d’attesa sono volti a far accomodare gli ultimi arrivati o a lasciar entrare chi arrivando da lontano con aerei o treni è in balia degli orari del servizio pubblico, evitando così di essere continuamente disturbati nella fase iniziale del corso.
    L’atteggiamento riguarda solo quei pochi minuti prima di cominciare il corso, perché l’attento ed esigente corsista ben presto si accorge che nessuno è lì a perdere tempo e tutti sono pronti ad esserci, Max in primis,spesso regalando anche del tempo in più se serve per completare o per   approfondire un argomento.
    Grazie Max per proteggerci tu dai peggiori Pita, quelli non etici, quelli a cui non permetti di entrare in aula, altrimenti il giubbotto antiproiettile dovremo usarlo per difenderci da loro e non per chiedere il rimborso dei tuoi corsi, cosa impossibile da richiedere, considerato  che i tuoi corsi sono sempre fantastici… Embhè con dei corsisti come noi!!

        

  • Alessia:

    Sono d’accordo con Ruggero sul discorso dei clienti puntigliosi, lavorare per loro può costituire una buona palestra. L’importante però è saper riconoscere il confine, il punto oltre il quale non ha più senso continuare ad investire energia e impegno. Il vero pericolo che i PITA rappresentano è la perdita di tempo e, talvolta, in particolare quando si è poco allenati, anche di motivazione.
    Grazie Max!

  • A volte i PITA sono necessari come le medicine : non piacciono ma vanno prese. Non vorrei essere frainteso. Da imprenditore vado a nozze con questo post, anzi se solo esistesse una macchina del tempo farei le seguenti azioni :

    – mi focalizzerei sul 20% di clienti che hanno rappresentato l’80% dei miei fatturati
    (per accrescere la produzione e tagliare gli sprechi)

    – individuerei il 20% dei clienti che hanno generato l’80% dei problemi (per conoscere “i peccati originali” invece di sprecare tempo per questioni di poco conto)

    – cederei meno in fase negoziale (dato che i comportamenti di molti clienti “oggi” scaturiscono dalle concessioni di “ieri”)

    Purtroppo la macchina del tempo non esiste, o almeno non ancora. Quindi possiamo imparare e seguire i consigli di Max, ma facendo attenzione “all’invisibile impatto dei PITA” . Nella mia esperienza di venditore ricordo di aver conosciuto molti clienti “NON PITA” grazie ai “PITA” e sebbene con il tempo tendiamo a circondarci delle persone che meritiamo, almeno inizialmente non condivido una “potatura” rigida.

    Tuttavia, conoscendo Max e il suo atteggiamento di profondo rispetto per le “diversità” , so che quando parla di un PITA …. deve essere proprio uno di quelli che ti fa dire …. CAS …. PITA!!!
    “e non ho altro da dire su questa faccenda” Forrest Gump

    • gran begli spunti!
      E come dice un grande marketer americano…non deconcentrarti dal 10% dei clienti migliori ,
      per risolvere le beghe del 10% dei “non migliori”..quelli che dovresti lasciar andare!
      PS. Chi vuol raccontarci esperienze con qualche bel PITA?

    • Virginio il tuo commento mi ha dato uno spunto: verificare il 20% dei clienti che ha portato l’80%. Grazie.

  • Fabio:

    Finalmente uno che dice le cose come stanno…I PITA vanno indirizzati giustamente in un luogo specifico, che non sia la tua azienda…oltre che perdere tempo, il dispendio maggiore che rischiano di farti perdere è quello di energia, di solito una volta finita una telefonata con un PITA hai un estremo bisogno di recuperare le energie, sono vere e proprie sanguisughe se gli dai corda!
    bisogna essere però anche allenati a riconoscerli, non sempre chi apparentemente sembra un pita poi si rivela tale. Alcune persone a volte hanno solo bisogno che il commerciale o chi per lui le prenda dal verso giusto, in questi casi quando trovi la chiave giusta poi si placano…

  • Gennaro Romagnoli:

    Ciao Max, mamma quanti PITA che ho beccato nella mia esperienza e
    devo ammettere che ci ho messo un sacco a riconoscerli…ma cosa
    ancora più difficile è stata l’evitare di accondiscendere alle loro
    richieste…imparare ad evitare i loro “campi affermativi”;)
    Per cui non solo riconoscerli ma anche imparare come gestirli,
    quando non li hai riconosciuti 😉

    Ti porto questa esperienza, anche se si tratta di una cliente particolare
    all’inizio della mia professione di psicologo…la signora entra nel mio
    studio per una consulenza e per prima cosa mi chiede se può sedersi per
    terra perché
    teme che le sue “vertigini la facciano cadere”. Allora accondiscendo e
    mi siedo per terra insieme a lei…

  • Gennaro Romagnoli:

    Azz mi è partito l’invio:))

    …allora iniziamo la nostra consulenza che procede benissimo…al
    termine dell’incontro arriva il momento del pagamento, io le dico
    quanto mi deve e lei mi risponde:

    “certo è una cifra giusta ma io non posso pagarla perchè il mio
    problema è che pago tutti per cui, se lei mi fa pagare allora non
    mi serve a niente venire da lei” 😮

    Ovviamente la signora ha pagato, ma solo dopo avermi fatto
    perdere mezz’ora (che mi ha messo in difficoltà con i clienti
    successivi). Ma la cosa incredibile non è ancora finita, perché
    lei mi chiede un secondo appuntamento ma non si presenta.
    Lascio perdere le cose e dopo qualche settimana mi arriva un
    suo sms dove mi dice:”ho capito che non posso andare da uno
    Specialista che si siede per terra…”

    Questi era più o meno il messaggio:))) lo so sembra follia dello
    studio di uno psicologo ma in realtà la signora non stava così male,
    anche perché periodicamente è tornata facendosi richieste sempre
    più assurde e posso assicurarti che non si trattava solo di un
    mancato equilibrio psicologico ma di una super PITA ;))

    Grazie Max per il tuo bel blog
    Genna

  • Agostino:

    Ciao Max. Io credo che il miglior venditore non è quello che acquisisce + clienti, ma quello che può permettersi di rinunciare al maggior numero di clienti. Molti clienti sono più dannosi dei benefici che portano. Ovviamente è sottinteso che se puoi rinunciare a molti clienti è perchè ti sei creato molte alternative, ovvero hai un numero sufficiente di clienti che ti portano valore, e non dolore (“pain”). Di PITA ne ho incontrati parecchi, essendo in proprio dal 2003… Da quando ho imparato ad avere il coraggio di allontanarli, la mia attività e la mia serenità sono migliorate parecchio. Ho imparato a focalizzarmi sulla ricerca di nuove alternative (nuovi clienti) piuttosto che fossilizzarmi sul cercare di ottenere, nonostante tutto, un guadagno (?!) da un PITA. Chiamalo guadagno..
    In fondo, nella vita vince chi si crea maggiori alternative, o no?
    E in fondo… i PITA non se ne creano molte… fanno presto terra bruciata intorno a se… insomma, sono degli sfigati credo. O no?

  • Ciao Max,
    scusa il disturbo, mi permetto di scriverti più per uno sfogo (ma anche per farti i complimenti dai, ma devo decidere se sei più bravo che simpatico mah..).

    Lavoro in un ufficio dove alcune mie colleghe telefoniste verranno probabilmente lasciate a casa perché “non producono” tot appuntamenti come dovrebbero a detta dei responsabili, lasciando intendere quanto bassa sia stata la loro opinione nei confronti delle mie colleghe; va detto che nel corso degli anni non c’è mai stata una reale politica di ‘formazione, incentivi e motivazione’ del personale, tanto che l’ambiente non è organizzato ma dispersivo e non certo dinamico. Io non ho voce in capitolo perché mi occupo di altro e gestisco le vendite di un sito per conto di una ditta sempre dei responsabili suddetti (sempre nello stesso ufficio). Per me è difficile poter aiutare queste persone, so che non hanno mai avuto dei veri strumenti motivazionali per svolgere al meglio il loro lavoro, pretendere più impegno senza un vero metodo credo sia sbagliato ed oltretutto già la pretesa di per sé non fa aumentare le performance (i miei titolari sono maestri nel far leva sul senso di colpa ma non sanno che non si ottiene molto così).
    Scusami per la lungaggine.. ma come detto è più uno sfogo e se l’anno che verrà sarà tosto sotto l’aspetto economico, credo che senza una forte motivazione unita all’entusiasmo in un ambiente dinamico.. non si avranno grandi risultati..

    un abbraccio e felice anno nuovo

    Enrico 🙂

    • Uno dei più bei complimenti mai ..sei entrato nelle mie grazie:-)
      “ma devo decidere se sei più bravo che simpatico mah..”.

      E dopo che ci siamo scambiati apprezzamenti…ecco:

      SENZA FORMAZIONE E SENZA UN METODO, SOLO LE “SUPERSTAR”
      PERFORMANO,
      E CE NE SONO POCHE IN GIRO!

      Buon anno a te Enrico

  • Dany:

    Ciao Max. Ti chiedo perdono in anticipo se la mia domanda non è attinente con l’argomento trattato,e naturalmente se non mi rispondi non mi offendo(non mi sono offeso quando a Catania per “tirare la scimmia” mi hai messo un ginocchio sulla gamba! scherzo..).

    E’ possibile trovare la propria strada(della vita!) con un tuo corso? In verità la domanda non è schietta, e non sono schietto neanche io che già so la risposta(impegno,ecc).
    Onestamente non so se tutte queste informazioni corsi,e-book,libri mi stanno facendo più male che bene, sono 2 mesi che non lavoro e mi trastullo con questi pseudo-amici,invece di cercarmi un lavoro.Ma in verità, davvero, nel profondo, sul serio io cosa voglio?!? Dopo quasi 30 della mia vita non ho una risposta e ultimamente sono sempre più confuso, specialmente quando leggo talenti,passioni,scelte. In giro si dice che non c’è lavoro, ma se ci fosse io quale farei?
    Spero che mi darai un consiglio almeno tu,perché (credimi) le persone che frequento sanno solo dire che se ho sempre fatto il muratore non potrò fare altro…mah. Scusami se mi sono fatto prendere la mano.
    A presto e buon anno nuovo.

    • La più bella è quella del fatto che non puoi fare altro che…il muratore! Puoi fare anche il pilota di Formula 1 se dedichi la tua vita e il tuo tempo ad allenarti! Veramente a volte fucilerei (per cosi dire..) i “tiratori di giacca”, cinici, ignoranti (che ignorano) e ciechi.

      Vabbè: Consiglio:
      1) Chiudi tutti i libri e i corsi e ascolta te stesso.
      2) Se a fine gennaio vuoi ancora una mano, c’è il corso più “famoso” dei miei che ha solo UNO SCOPO: conoscere se stessi.
      E’ “Il Nocciolo Duro: cuore dell’autostima”.
      http://www.ilnoccioloduro.it

      Scusa se mi son fatto prendere la mano anche io ma…io ero un supertimido..ho preso 39 a scuola e mi davano per “spacciato” …fai tu!

      un abbraccio
      max

  • Dany:

    Ri-ciao Max. Ciò pensato e magari mi farebbe bene,anche se per me ci vorrebbe un corso di un anno(mi adottate!).

    Comunque oggi vorrei rimanere in tema: ebbene si anche io un giorno di quattro anni fa sono andato contro tutto, tutti e contro me stesso (con conseguenze anche fisiche gastrite,colite…quando si dice resistenza al cambiamento!!), ho lavorato 4 mesi come consulente commerciale per una scuola d’informatica…e dopo 3,6 anni ancora aspetto 3200 € di provvigioni,ma lasciamo stare.

    Ecco a voi la dinamica dello scontro tra un master-PITA e un novellino-venditore(cioè me): già l’accoglienza non è delle migliori perché all’appuntamento mancano i genitori dell’ipotetica corsista, e senza questo presupposto non si faceva consulenza.
    Mentre stavo per andarmene ecco che sbuca il padre(alias master PITA), decido così di fare la consulenza iniziando a rompere il ghiaccio col signore domandandogli che cosa di bello facesse nella vita, la sua risposta è stata: PSICOLOGO CON DOTI PARANORMALI!!! la cosa mi ha puzzato al quanto…
    Per tutto il tempo della consulenza mi ha martellato senza ritegno (e io col sorrisino), alla fine dopo avermi interrotto 5 volte domandando quanto costa questo corso, gli ho sparato il doppio dell’effettivo costo con conseguente uscita di scena della figlia.

    Così rimasto solo con lui mentre mi accingevo a uscire salutandolo gli dissi queste testuali parole:LA COSA CHE MI DISPIACE VERAMENTE LO Sà QUAL’è? CHE SE SUA FIGLIA SI FOSSE INSCRITTA AL CORSO FOSSE STATA LA DECIMA, E NOI NON FACCIAMO PAGARE IL CORSO AL DECIMO INSCRITTO!!!
    Se avesse avuto delle doti paranormali l’avrebbe capito che stavo mentendo, invece lui da master-pita è diventato un agnellino, e sull’uscio della porta salutandomi calorosamente, mi chiese poi timidamente se fosse possibile integrare sua figlia al corso(ma come prima non serviva a niente un corso d’informatica??) gli risposi che ormai aveva firmato per non essere ammessa al corso,quindi lo salutai.

    La cosa più bella è stata quando sono andato dal mio direttore,il quale vedendomi contento s’immaginava chissà quanti contratti!!

    Ok sono stato un pò lungo, prometto che non lo faccio più!

    Ciao Max e a presto.

    P.S. non sarà stato molto etico,ma quando ci vuole ci vuole!!!

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